l'inganno dell'evoluzione

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La Preghiera

La preghiera è un mezzo per esprimere profondamente il proprio stato di debolezza e di impotenza di fronte al Creatore. Questi sono segni evidenti della fragilità dell’uomo, il quale non potrà mai soddisfare i propri bisogni o realizzare le proprie aspirazioni, qualora non benefici della grazia di Allah. La preghiera è una delle forme più pure, chiare ed oneste per esprimere il proprio stato di servitù dinanzi al proprio Creatore. Viene detto nel Corano che i redenti sono coloro che "invocano il loro Signore al mattina e alla sera".

E persevera insieme con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera, desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi di questa vita. Non dar retta a colui il cui cuore abbiamo reso indifferente al Ricordo di Noi, che si abbandona alle sue passioni ed è oltraggioso nel suo agire. (Surat al Kahf, 28)

È, nondimeno, importante saper cogliere il vero senso della preghiera, dal momento che ciò che la maggior parte delle persone intende per essa differisce da quanto rivelato nel Corano. Questo perché le informazioni di cui si dispone a riguardo sono per lo più estranee al Corano, come la tradizione, i genitori, gli antenati, ecc. Per tale ragione è necessario conoscere approfonditamente la morale e la prospettiva coranica.

Il Corano parla di un tipo di preghiera fatta “con umiltà”. Pregando, l’uomo deve riconoscere la propria debolezza e fragilità in presenza del suo Creatore e sentire di trovarsi nel disperato bisogno della Sua guida. In tal modo, la preghiera corrisponde ai criteri stabiliti da Allah definiti nel seguente versetto:

Invocate il vostro Signore umilmente e in segreto. Egli, in verità, non ama i trasgressori. (Surat al-A’râf, 55)

Le invocazioni dei credenti contenute nel Corano servono da esempio. Citeremo quella di Zaccaria:

Quando invocò il suo Signore con un'invocazione segreta, dicendo: «O Signor mio, già sono stanche le mie ossa e sul mio capo brilla la canizie e non sono mai stato deluso invocandoti, o mio Signore! Mia moglie è sterile e temo [il comportamento] dei miei parenti dopo di me: concedimi, da parte Tua, un erede». (Surah Maryam, 4-5)

Un'altra caratteristica della preghiera dei credenti è il fatto di essere compiuta con un misto di "timore e di speranza":

Strappano i loro corpi dai letti per invocare il loro Signore, per timore e speranza, e sono generosi di quello che abbiamo loro concesso. (Surat as Sajda, 16)

I credenti temono Allah con un rispetto puro e sincero, sperando nella Sua grazia e nella Sua misericordia. Allah accetta la preghiera quando è formulata con sincerità al fine di ottenere il Suo consenso.

Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all'appello di chi Mi chiama quando Mi invoca. Procurino quindi di rispondere al Mio richiamo e credano in Me, sì che possano essere ben guidati. (Surat al Baqara, 186)

Il vostro Signore ha detto: «InvocateMi, vi risponderò. Coloro che per superbia non Mi adorano, entreranno presto nell'Inferno, umiliati». (Surat al-Ghâfir, 60)

Mentre prega, l’uomo deve essere certo che Allah risponderà al suo appello. Dovrà essere cosciente che Egli è il Signore di ogni cosa, Onnipotente e Onnisciente, il Quale conosce e vede tutto. In questa ardente ricerca, il credente non si scoraggia mai ed attende pazientemente la risposta di Allah. Animato da solida fede nella Sua giustizia, evita di adottare un atteggiamento ansioso e disperato. Lo stato di spirito di chi aderisce al messaggio del Corano non lascia posto al dubbio circa la risposta che Allah darà alla sua richiesta. Lo stato di coloro che si lasciano assalire dai dubbi è in contraddizione con il messaggio del Corano. All’essenza della preghiera si trova un approccio sincero e una fede profonda in Allah, secondo le parole del Profeta Salih: "Il mio Signore è vicino e pronto a rispondere" (Surah Hûd, 61). il credente ha una totale fiducia in Allah.

Tuttavia, il fatto che Allah risponda alle richieste dei Suoi servitori, non significa necessariamente che essi otterranno tutto ciò che vogliono. Questo perché si possono addirittura chiedere cose che risultano negative. In questo caso, Allah accorderà le cose migliori ai Suoi servitori.

Allah avvolge l’uomo nella Sua misericordia e conosce tutti i suoi bisogni. Risponde sempre a una richiesta sincera, anche se tale risposta può discordare con i desideri del devoto: "Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete" (Surat al Baqara, 216).

È quindi possibile che qualcuno non possa distinguere fra ciò che è buono e ciò che è nocivo per lui. Potrebbe chiedere al suo Creatore qualcosa a proprio detrimento: "L'uomo invoca il male come invoca il bene. In verità l'uomo è frettoloso" (Surat al Isra, 11).

Di conseguenza, l’uomo dovrà prima di tutto aspirare al compiacimento e alla misericordia di Allah. Lo dovrà implorare di fortificare la sua anima. Allah conosce ciò che è buono per l’uomo. La preghiera del Profeta Salomone costituisce un eccellente esempio: "Concedimi, o Signore, di esserTi grato per il favore che hai concesso a me a mio padre e a mia madre e [concedimi] di compiere il bene che Tu gradisci e, per la Tua misericordia, fammi entrare tra i Tuoi virtuosi servitori" (Surat an-Naml, 19).

È inoltre auspicabile che i credenti invochino tutto ciò che viene lodato nel Corano. L’elemento principale è la sincerità e l’onestà e a tal fine non si deve esitare nel chiederle ad Allah. Egli conosce perfettamente ciò che i Suoi servitori desiderano. Invero, è Lui a porre nelle loro anime i loro desideri e le loro speranze.

Allah risponde alle invocazioni sincere dei credenti. Nel Corano si trovano citati molti esempi. Allah ha concesso numerose grazie ai Suoi Messaggeri e ai credenti:

E si rivolse Giobbe al suo Signore: «Il male mi ha colpito, ma Tu sei il più misericordioso dei misericordiosi!». Gli rispondemmo e lo sollevammo dal male che lo affliggeva e gli restituimmo la sua famiglia e un'altra ancora, segno di misericordia da parte Nostra e Monito per coloro che [Ci] adorano. E Ismaele e Idris e Dhû 'l-Kifl ! Tutti furono perseveranti, che facemmo beneficiare nella Nostra misericordia: tutti erano dei devoti. E l'Uomo del Pesce, quando se ne andò irritato. Pensava che non potessimo niente contro di lui. Poi implorò così nelle tenebre: «Non c'è altro dio all'infuori di Te! Gloria a Te! Io sono stato un ingiusto!». Gli rispondemmo e lo salvammo dalla disperazione. Così salviamo coloro che credono. E Zaccaria si rivolse al suo Signore: « Non lasciarmi solo, Signore, Tu sei il migliore degli eredi». Lo esaudimmo e gli demmo Giovanni e sanammo la sua sposa . In verità tendevano al bene, Ci invocavano con amore e trepidazione ed erano umili davanti a Noi. (Surat al-Anbiyâ’, 83-90)

L'adoratore comprende che Allah conosce e vede ogni cosa, anche il rispetto e il timore per Lui. Riconosce il proprio profondo stato di servitù nei Suoi confronti.

La preghiera, essendo un importante atto di adorazione, non è riservata solo all’ottenimento di un particolare desiderio. L’uomo, essendo assillato in ogni momento da numerose esigenze, dovrà approfittare di ogni momento per invocare il suo Signore. Esistono, sicuramente, dei momenti più favorevoli per l’invocazione: la preghiera della notte e dell’alba sono indicate nel Corano come momenti appropriati per l’adorazione.

L’uomo non dovrà tuttavia smettere di invocarLo nel corso dell’intera giornata, in quanto ogni avvenimento è sotto il controllo di Allah. Dovrà volgersi a Lui per implorare la Sua guida e il Suo aiuto in ogni situazione. Dovrà inoltre pregare affinché Egli accetti il bene compiuto sulla base dell’esempio di Abramo:

E quando Abramo e Ismaele posero le fondamenta della Casa, dissero: “O Signor nostro, accettala da noi! Tu sei Colui che tutto ascolta e conosce!” (Surat al Baqara, 127)

Allah descrive coloro che Lo pregano e si volgono a Lui in ogni circostanza, quanti "in piedi, seduti o coricati su un fianco ricordano Allah" (Surat al ‘Imrân, 191). I credenti sono ovviamente lodati nel Corano per questa attitudine.

Invero Abramo era magnanimo, umile, incline al pentimento. (Surah Hûd, 75)

In verità Abramo fu un modello, obbediente ad Allah e sincero: egli non era affatto un politeista. (Surah Hûd, 120)

Sopporta con pazienza quel che dicono e ricordati del Nostro servo Davide, così forte, così pronto al pentimento. (Surah Sad, 17)

Lo trovammo perseverante, un servo ottimo, pronto al pentimento. (Surah Sad, 44)

Il versetto che segue costituisce la chiave per comprendere l’invocazione:

Di': «Il mio Signore non si curerà affatto di voi se non Lo invocherete. [Ma] già tacciaste di menzogna [la Sua Rivelazione] e presto [ne subirete] le inevitabili [conseguenze]. (Surat al-Furqân, 77)

Il Corano ci ricorda parimenti che sin dai tempi antichi i pagani pregavano Allah. Esiste, tuttavia, una grande differenza fra la loro preghiera e quella dei credenti.

I credenti si volgono ad Allah in ogni circostanza. Nei momenti di benessere come durante le avversità, il loro atteggiamento non cambia, continuano a pregare, coscienti della loro debolezza dinanzi ad Allah.

I pagani restano lontani da Allah. Soltanto nei momenti di difficoltà prendono coscienza delle loro debolezze, e sono quindi indotti a volgersi verso di Lui. La loro invocazione nei momenti di turbamento è indubbiamente sincera. Ma non appena la situazione migliora, dimenticano di avere invocato la misericordia di Allah e danno prova di ingratitudine. Nel Corano ritroviamo numerosi esempi di questo atteggiamento:

Quando la disgrazia lo tocca, l'uomo Ci invoca, coricato su un fianco, seduto o in piedi. Quando poi lo liberiamo dalla sua disgrazia si comporta come se non Ci avesse mai invocato a proposito della disgrazia che lo ha colto. Così abbelliamo agli empi le azioni loro. (Surah Yûnus, 12)

Quando colmiamo di favore l'uomo, egli si sottrae e si allontana. Quando invece lo colpisce una sventura, allora invoca a lungo. (Surah Fussilat, 51)

Quando una sventura lo coglie, l'uomo invoca il suo Signore e si volge a Lui pentito. Poi, quando Allah gli concede una grazia, dimentica la ragione per cui si raccomandava e attribuisce ad Allah consimili per allontanare gli altri dalla Sua via. Di' [a codesto uomo]: «Goditi la tua miscredenza! In verità sei tra i compagni del Fuoco». (Surat az-Zumar, 8)

Quando una digrazia lo colpisce, l'uomo Ci invoca. Poi, quando gli concediamo una grazia, dice: «Questo proviene dalla mia scienza!». Si tratta invece di una tentazione, ma la maggior parte di loro non lo sa. (Surat az-Zumar, 49)

Quando un male colpisce gli uomini, invocano il loro Signore e tornano a Lui. Quando poi li gratifica con una misericordia che proviene da Lui, alcuni di loro Gli attribuiscono consoci. (Surat ar-Rum, 33)

In altri versetti, il Corano cita l’esempio di una nave. Al momento del naufragio, l’uomo capisce di trovarsi una situazione d’emergenza e si mette a pregare sinceramente, esprimendo il proprio pentimento ed implorando il soccorso di Allah. Nel preciso istante in cui si rende conto che nessun altro essere può prestare soccorso, l’uomo prova una grande disperazione. È allora che si volge ad Allah. Una volta che Allah l’ha salvata, tale persona adotta lo stesso atteggiamento visto sopra.

Egli è Colui che vi fa viaggiare per terra e per mare. Quando siete su battelli che navigano col buon vento, [gli uomini] esultano. Quando sorge un vento impetuoso e le onde si alzano da ogni parte, invocano Allah e Gli rendono un culto puro: «Se ci salvi, saremo certamente riconoscenti!…». Quando poi Allah li ha salvati, ecco che che si mostrano ribelli sulla terra! O uomini, invero la vostra ribellione è contro voi stessi, [avrete] gioia effimera nella vita terrena e poi sarete ricondotti verso di Noi, e allora vi informeremo circa il vostro operato. (Surah Yûnus, 22-23)

Quando li copre un'onda come fosse tenebra, invocano Allah e Gli rendono un culto puro; quando poi [Allah] li mette al sicuro sulla terra ferma, alcuni di loro seguono una via intermedia. Solo il peggior traditore, il peggior ingrato rinnegherà i Nostri segni. (Surah Luqman, 32)

Di': «Chi vi salverebbe dalle tenebre della terra e del mare? InvocateLo umilmente e in segreto: "Se ci sollevi da ciò, saremo certamente riconoscenti"». Di': «Allah vi libererà da ciò e da tutte le angosce. Ciò nonostante [Gli] attribuite consimili!». (Surat al-An’âm, 63-64)

I credenti dovranno costantemente invocare Allah e riporre la loro fiducia in Lui, sapendo che non c’è nessun altro che possa aiutarli o proteggerli.

Invocate Allah e rendetegli un culto puro, nonostante ciò spiaccia ai miscredenti. (Surat al-Ghâfir, 14)

Di': “Non invoco altri che il mio Signore e non Gli associo alcunché. (Surat al Jinn, 20)

I credenti conseguono una sincera gratificazione solo quando chiedono aiuto ad Allah, sicuri del fatto che il loro Creatore si occupa di loro e li protegge. Questo costituisce il più alto grado di felicità che si possa avere sia in questo mondo che nell’altro. La preghiera è una fonte di soddisfazione prosegue anche nell’altra vita. Il Corano afferma infatti che i credenti lo invocheranno anche nell’aldilà:

Coloro che credono e compiono il bene, Allah li guiderà grazie alla loro fede: ai loro piedi scorreranno i ruscelli nei Giardini della delizia. Colà la loro invocazione sarà: «Gloria a Te, Allah»; il loro saluto: «Pace»; e l'ultima delle loro invocazioni [sarà]: «La lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi». (Surah Yûnus, 9-10)

 

 

Invocazioni Tratte Dal Corano

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi, il Compassionevole, il Misericordioso, Re del Giorno del Giudizio. Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto. Guidaci sulla retta via, la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira, né degli sviati. (Surat al Fatiha, 1-7)

E quando Abramo disse: "Fanne una contrada sicura e provvedi di frutti la sua gente, quelli di loro che avranno creduto in Allah e nell'Ultimo Giorno", disse [il Signore]: "E a chi sarà stato miscredente concederò un godimento illusorio e poi lo destinerò al castigo del Fuoco. Che tristo avvenire!". (Surat al Baqara, 126)

E quando Abramo e Ismaele posero le fondamenta della Casa, dissero: "O Signor nostro, accettala da noi! Tu sei Colui che tutto ascolta e conosce! O Signor nostro, fai di noi dei musulmani e della nostra discendenza una comunità musulmana. Mostraci i riti e accetta il nostro pentimento. In verità Tu sei il Perdonatore, il Misericordioso! O Signor nostro, suscita tra loro un Messaggero che reciti i Tuoi versetti e insegni il Libro e la saggezza, e accresca la loro purezza. Tu sei il Saggio, il Possente". (Surat al Baqara, 127-129)

E quando affrontarono Golia e le sue truppe dissero: "Signore, infondi in noi la perseveranza, fai saldi i nostri passi e dacci la vittoria sul popolo dei miscredenti". (Surat al Baqara, 250)

Allah non impone a nessun'anima al di là delle sue capacità. Quello che ognuno avrà guadagnato sarà a suo favore e ciò che avrà demeritato sarà a suo danno. "Signore, non ci punire per le nostre dimenticanze e i nostri sbagli. Signore, non caricarci di un peso grave come quello che imponesti a coloro che furono prima di noi. Signore, non imporci ciò per cui non abbiamo la forza. Assolvici, perdonaci, abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti". (Surat al Baqara, 286)

Signor nostro, non lasciare che i nostri cuori si perdano dopo che li hai guidati e concedici misericordia da parte Tua. In verità Tu sei Colui che dona. Signor nostro, in verità sei Tu che radunerai gli uomini in un Giorno a proposito del quale non v'è dubbio alcuno"; Allah certamente non manca alla Sua promessa. (Surat al ‘Imrân, 8-9)

[Coloro] che dicono: "O Signor nostro, abbiamo creduto; perdona i nostri peccati e proteggici dal castigo del Fuoco". (Surat al ‘Imrân, 16)

Quando la moglie di 'Imrân disse: "Mio Signore, ho consacrato a Te e solo a Te quello che è nel mio ventre. Accettalo da parte mia. In verità Tu sei Colui che tutto ascolta e conosce!" (Surat al ‘Imrân, 35)

Zaccaria allora si rivolse al suo Signore e disse: "O Signor mio, concedimi da parte Tua una buona discendenza. In verità Tu sei Colui che ascolta l'invocazione". (Surat al ‘Imrân, 38)

Signore! Abbiamo creduto in quello che hai fatto scendere e abbiamo seguito il messaggero, annoveraci tra coloro che testimoniano. (Surat al ‘Imrân, 53)

Solo dissero: "Signore, perdona i nostri errori e gli eccessi che abbiamo commesso, rinsalda le nostre gambe e dacci la vittoria sugli infedeli". (Surat al ‘Imrân, 147)

In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell'alternarsi della notte e del giorno, ci sono certamente segni per coloro che hanno intelletto, che in piedi, seduti o coricati su un fianco ricordano Allah e meditano sulla creazione dei cieli e della terra, [dicendo]: "Signore, non hai creato tutto questo invano. Gloria a Te! Preservaci dal castigo del Fuoco. O Signore, colui che fai entrare nel Fuoco lo copri di ignominia e gli empi non avranno chi li soccorra. Signore, abbiamo inteso un nunzio che invitava alla fede [dicendo]: "Credete nel vostro Signore!" e abbiamo creduto. Signore, perdona i nostri peccati, cancella le nostre colpe e facci morire con i probi. Signore, dacci quello che ci hai promesso attraverso i Tuoi messaggeri e non coprirci di ignominia nel Giorno della Resurrezione. In verità Tu non manchi alla promessa". (Surat al ‘Imrân, 190-194)

Quando sentono quello che è sceso sul Messaggero, vedrai i loro occhi versare lacrime per la verità che vi hanno riconosciuto. Dicono: «O nostro Signore, noi crediamo: annoveraci tra i testimoni!» (Surat al-Mâ’ida, 83)

Dissero: «O Signor nostro, abbiamo mancato contro noi stessi. Se non ci perdoni e non hai misericordia di noi, saremo certamente tra i perdenti». (Surat al-A’râf, 23)

E Mosè: «O Signore mio, perdona a me e a mio fratello e facci entrare nella Tua misericordia, poiché Tu sei il più Misericordioso dei misericordiosi». (Surat al-A’râf, 151)

… O Signore, concedici la sopportazione e facci morire [a Te] sottomessi. (Surat al-A’râf, 126)

Mosè scelse settanta uomini del suo popolo per il Nostro luogo di convegno. Dopo che li colse il cataclisma , disse: «O Signore, se Tu avessi voluto , già li avresti distrutti in precedenza e me con loro. Ci distruggerai per ciò che hanno commesso gli stolti della nostra gente? Questa non è se non una prova da parte Tua, con la quale svii chi vuoi e guidi chi vuoi. Tu sei il nostro Patrono, perdonaci e usaci misericordia. Tu sei il migliore dei perdonatori. Annoveraci un bene in questa vita terrena e un bene nell'Altra vita. Ecco che, pentiti, ri torniamo a Te». E [Allah] disse: «Farò sì che il Mio castigo colpisca chi voglio, ma la Mia misericordia abbraccia ogni cosa: la riserverò a coloro che [Mi] temono e pagano la decima, a coloro che credono nei Nostri segni». (Surat al-A’râf, 155-156)

Dissero: «Ci affidiamo ad Allah. O Signor nostro, non fare di noi una tentazione per gli oppressori. Liberaci, per la Tua misericordia, da questo popolo di miscredenti». (Surah Yûnus, 85-86)

Disse Mosè: «O Signor nostro, invero hai dato a Faraone e ai suoi notabili onori e beni della vita terrena, affinché o Signor nostro, si distolgano dal Tuo sentiero. O Signor nostro, cancella i loro beni e indurisci i loro cuori, ché non credano fino a che non avranno visto il castigo doloroso». (Surah Yûnus, 88)

O mio Signore, mi hai dato qualche potere e mi hai insegnato l'interpretazione dei sogni. O Creatore dei cieli e della terra, Tu sei il mio patrono, in questa vita come nell'altra. Fammi morire musulmano e ponimi tra i devoti! (Surah Yûsuf, 101)

O Signor nostro, ho stabilito una parte della mia progenie in una valle sterile, nei pressi della Tua Sacra Casa, affinché, o Signor nostro, assolvano all'ora- zione. Fai che i cuori di una parte dell'umanità tendano a loro; concedi loro [ogni specie] di frutti. Forse Ti saranno riconoscenti. O Signor nostro, Tu ben conosci quello che nascondiamo e quello che palesiamo. Nulla è nascosto ad Allah, nella terra e nei cieli! (Surah Ibrâhîm, 37-38)

... e inclina con bontà, verso di loro, l'ala della tenerezza; e di': "O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei,allevandomi quando ero piccolo". (Surat al Isrâ’, 24)

E di': "O Signor mio, fammi entrare con la verità e fammi uscire con la verità, e concedimi potere e ausilio da parte Tua". (Surat al Isrâ’, 80)

Quando quei giovani si rifugiarono nella caverna, dissero: «Signor nostro, concedici la Tua misericordia, concedici retto comportamento nel nostro agire». (Surat al Kahf, 10)

[Questo è il] racconto della Misericordia del tuo Signore verso il Suo servo Zaccaria , quando invocò il suo Signore con un'invocazione segreta, dicendo: «O Signor mio, già sono stanche le mie ossa e sul mio capo brilla la canizie e non sono mai stato deluso invocandoti, o mio Signore! Mia moglie è sterile e temo [il comportamento] dei miei parenti dopo di me: concedimi, da parte Tua, un erede che erediti da me ed erediti dalla famiglia di Giacobbe. Fa', mio Signore, che sia a Te gradito!» «O Zaccaria, ti diamo la lieta novella di un figlio. Il suo nome sarà Giovanni A nessuno, in passato, imponemmo lo stesso nome». Disse: «Come potrò mai avere un figlio? Mia moglie è sterile e la vecchiaia mi ha rinsecchito». Rispose: «E' così! Il tuo Signore ha detto: Ciò è facile per me: già una volta ti ho creato quando non esistevi». (Surah Maryam, 2-9)

O Signore, concedi a me e ad una parte della mia progenie di assolvere all'orazione. Esaudisci la mia preghiera, o Signor nostro! O Signor nostro, perdona a me, ai miei genitori e ai credenti, nel Giorno in cui si tireranno le somme. (Surah Ibrâhîm, 40-41)

(Disse: «Aprimi il petto, Signore, facilita il mio compito, e sciogli il nodo della mia lingua, sì che possano capire il mio dire; concedimi in aiuto uno della mia famiglia, Aronne, mio fratello. Accresci con lui la mia forza, e associalo alla mia missione, perché possiamo renderTi gloria molto e perché possiamo ricordarTi molto; e in verità Tu sempre ci osserverai. (Surah Ta-ha, 25-35)

E l'Uomo del Pesce, quando se ne andò irritato. Pensava che non potessimo niente contro di lui. Poi implorò così nelle tenebre: «Non c'è altro dio all'infuori di Te! Gloria a Te! Io sono stato un ingiusto!». Gli rispondemmo e lo salvammo dalla disperazione. Così salviamo coloro che credono. (Surat al-Anbiyâ’, 87-88)

E Zaccaria si rivolse al suo Signore: «Non lasciarmi solo, Signore, Tu sei il migliore degli eredi». (Surat al-Anbiyâ’, 89)

Di': «Mio Signore, se mai mi mostrerai quello che hai promesso loro... ebbene, mio Signore, non mi annoverare tra gli ingiusti». (Surat al-Mu’minûn, 93-94)

Disse [Noè]: «Signore, aitami, mi trattano da impostore». (Surat al-Mu’minûn, 26)

Quando poi vi sarete sistemati nell'Arca, tu e coloro che saranno con te, di': « Sia lodato Allah che ci ha salvato dagli ingiusti!»; e di': «Signore, dammi approdo in un luogo benedetto, Tu sei il migliore di coloro che danno approdo!». (Surat al-Mu’minûn, 28-29)

E dì: "Signore, io cerco la Tua protezione, contro le seduzioni dei diavoli e cerco, Signore, la Tua protezione contro la loro presenza vicino a me". (Al-Mu’minûn, 97-98)

E dì: "Signore, perdona e concedi misericordia. Sei Tu il Migliore dei misericordiosi". (Surat al-Mu’minûn, 118)

E dicono: « Signore,dacci conforto nelle nostre spose e nei nostri figli e fai di noi una guida per i timorati [di Allah]». (Surat al-Furqân, 74)

Signore, dammi discernimento e annoverami tra i giusti, concedimi la stima sincera dei posteri. Fai che sia uno degli eredi del Giardino delle Delizie e perdona a mio padre: davvero è stato uno degli sviati. E non coprirmi di abominio nel Giorno in cui [gli uomini] saranno resuscitati. (Surat as Shu’ara, 83-87)

Disse: «O Signor mio, la mia gente mi tratta da bugiardo. Apri una via tra me e loro, e salva me e i credenti che sono con me». (Surat as Shu’ara, 117-118)

[Salomone] sorrise a queste sue parole e disse: «Concedimi, o Signore, di esserTi grato per il favore che hai concesso a me a mio padre e a mia madre e [concedimi] di compiere il bene che Tu gradisci e, per la Tua misericordia, fammi entrare tra i Tuoi virtuosi servitori. (Surat al Naml, 19)

Disse: «Signore, ho fatto torto a me stesso, perdonami!» Gli peronò, Egli è il Perdonatore, il Misericordioso. Disse: «Mio Signore, grazie ai favori che mi hai elargito, non sarò mai un alleato degli iniqui». (Surat al Qasas, 16-17)

Uscì dalla città, timoroso e guardingo. Disse: «Signore, salvami da questo popolo ingiusto». (Surat al Qasas, 21)

Abbeverò per loro, poi si mise all'ombra e disse: «Davvero, Signore, ho molto bisogno di qualsiasi bene che farai scendere su di me». (Surat al Qasas, 24)

Disse: «Mio Signore, dammi la vittoria su questo popolo di perversi!» (Surat al-’Ankabût, 30)

[Abramo disse]: Signore, donami un [figlio] devoto. (Surat as Saffat, 100)

Salomone disse: «Signore, perdonami e concedimi una sovranità che nessun altro avrà dopo di me. In verità Tu sei il Munifico». (Surah Sad, 35)

Coloro che sostengono il Trono e coloro che lo circondano, glorificano e lodano il loro Signore, credono in Lui e invocano il perdono per i credenti: «Signore, la Tua misericordia e la Tua scienza, si estendono su tutte le cose: perdona a coloro che si pentono e seguono la Tua via, preservali dal castigo della Fornace. Signore! Falli entrare nei Giardini di Eden che hai promesso loro, e a quanti fra i loro padri, le loro spose e i loro discendenti saranno stati virtuosi. Sì, Tu sei il l'Eccelso, il Saggio. Preservali dalle cattive azioni, perché in quel Giorno colui che avrai preservato dal male, beneficerà della tua misericordia». Questo è l'immenso successo». (Surat al-Ghâfir, 7-9)

Abbiamo ordinato all'uomo la bontà verso i genitori: sua madre lo ha portato con fatica e con fatica lo ha partorito. Gravidanza e svezzamento durano trenta mesi. Quando raggiunge la maturità ed è giunto ai quarant'anni dice: «Signore, dammi modo di renderti grazia del favore di cui hai colmato me e i miei genitori, affinché compia il bene di cui Ti compiaci e concedimi una discendenza onesta. Io mi volgo pentito a Te e sono uno dei sottomessi. Accetteremo le loro azioni più belle e sorvoleremo sui loro misfatti. [Saranno] tra i compagni del Giardino. Promessa veritiera fatta a loro. (Surat al-’Ahqâf, 15-16)

Coloro che verranno dopo di loro diranno: “Signore, perdona noi e i nostri fratelli che ci hanno preceduto nella fede, e non porre nei nostri cuori alcun rancore verso i credenti. Signor nostro, Tu sei dolce e misericordioso”. (Surat al Hashr, 10)

… “Signore a Te ci affidiamo, a Te ci volgiamo pentiti e verso di Te è il divenire. Signore, non fare di noi una tentazione per i miscredenti e perdonaci, o Signore! Tu sei l'Eccelso, il Saggio.” (Surat al-Mumtahana, 4-5)

Allah ha proposto ai credenti l'esempio della moglie di Faraone, quando invocò: “Signore, costruiscimi vicino a Te una casa nel Giardino. Salvami da Faraone e dalle sue opere sue. Salvami dagli ingiusti”. (Surat at Tahrim, 11)

Pregò Noè: “Signore, non lasciare sulla terra alcun abitante che sia miscredente! Se li risparmierai, travieranno i Tuoi servi e non genereranno altro che perversi ingrati. Signore, perdona a me, ai miei genitori, a chi entra nella mia casa come credente, ai credenti e alle credenti; non accrescere gli ingiusti altro che nella rovina”. (Surah Nuh, 26-28)

 

 

Gloria a Te. Non conosciamo se non quello
Che tu ci hai insegnato: in Verità Tu sei
il Saggio, il Sapiente.
(Surat al Baqara, 32)

 

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