l'inganno dell'evoluzione

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Non Perseguire i Propri Interessi Personali

Compiere sforzi all’unico scopo di ubbidire al Volere di Allah, senza ricercare interessi personali, è il segno evidente di una fede sincera. Un credente che è consapevole del fatto che tutti i benefici gli sono conferiti da Allah e che, di conseguenza, Lo adora sinceramente e Lo teme, non cercherà sicuramente alcun interesse personale lottando per la Sua causa.

Ricercare vantaggi personali per i servigi resi nel sentiero di Allah, non concorda con la fede. Una persona consapevole dell’esistenza di Allah e dell’altra vita non accorda alcuna importanza ai semplici interessi e, per il volto di Allah, non tenterà mai di soddisfare i suoi desideri. Al contrario, coloro che confinano se stessi a un mondo di interessi, idee e pensieri irrilevanti non fanno altro che degradarsi.

Il Corano ricorda frequentemente ai credenti di non ricercare interessi personali nel prestare servizio per la causa di Allah. Tutti i Profeti citati nel Corano hanno comunicato il messaggio di Allah senza chiedere in cambio alcuna ricompensa:

O popol mio, non vi domando nessuna ricompensa, essa spetta a Colui che mi ha creato. Non capirete dunque? O popol mio, implorate il perdono del vostro Signore e tornate a Lui pentiti, affinché vi invii piogge abbondanti dal cielo e aggiunga forza alla vostra forza. Non voltate colpevolmente le spalle» (Surah Hûd, 50-51)

Di': «Non vi chiedo ricompensa alcuna, ma solo che, chi lo voglia, segua la via [che conduce] al suo Signore». (Al-Furqân, 57)

[Ricorda] quando il loro fratello Noè disse loro: «Non sarete dunque timorati? Invero sono per voi un messaggero degno di fede! Temete Allah e obbeditemi. Non vi chiedo ricompensa alcuna, ché la mia ricompensa è presso il Signore dei mondi. (Surat ash-Shu’arâ’, 106-109)

Come questi versetti suggeriscono, non si dovrà mirare ad alcun profitto mondano nello sforzo intrapreso nel sentiero di Allah. Un credente non dovrà mirare né al denaro, né allo status sociale, né nell’approvazione da parte degli altri – il che è ugualmente considerato come un profitto mondano – in cambio dei servizi resi per la causa di Allah. Il suo unico fine è l’approvazione da parte di Allah. Tuttavia, purché lo voglia, Allah potrà accordare ai credenti già in questo mondo la Sua vittoria, il Suo aiuto e i Suoi favori.

Di conseguenza, il valore dei servigi resi per la causa di Allah non dipende dall’approvazione da parte degli altri, ma dall’intenzione rivolta ad ottenere la soddisfazione di Allah. Nel corso delle loro esistenze, i Profeti non hanno mai cessato di comunicare il messaggio di Allah. Molti di loro non sono stati apprezzati, né ubbiditi, ma – al contrario – combattuti. Ciò, tuttavia, non costituisce in alcun caso un "insuccesso" da parte loro. Secondo il Corano, il successo non consiste nell’impressionare le persone, ma piuttosto nel meritare il compiacimento da parte di Allah. Un credente è tenuto alla preghiera e ad essere consapevole della presenza di Allah mediante la riflessione e il servizio a Lui. Quanto alla vittoria, questa riposa presso Allah. Come Bediuzzaman Said Nursi ha detto, un credente dovrebbe compiere il suo dovere senza mettere in questione ciò che gli è destinato.

Quanti aspirano al compiacimento di Allah non cessano mai di adorarLo. I credenti sanno perfettamente che questo mondo possiede una natura a volte seducente, seppure ingannevole. Ecco perché il denaro, le automobili lussuose, le dimore opulente, i gioielli, le pietre preziose, il prestigio e la gloria, non li impressionano affatto, in accordo con le seguenti parole del Corano:

E persevera insieme con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera, desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi di questa vita. Non dar retta a colui il cui cuore abbiamo reso indifferente al Ricordo di Noi, che si abbandona alle sue passioni ed è oltraggioso nel suo agire. (Surat al Kahf, 28)

Deve qui essere segnalato un punto importante: nel suo approccio alla religione, uno deve chiedersi: "Quali altri servigi posso compiere per ottenere la soddisfazione di Allah?" più che: "Come posso trarre profitto dalla religione?". Quest’ultimo atteggiamento denota mancanza di sincerità. Nel Corano, coloro che assumono un siffatto atteggiamento negativo sono considerati come ipocriti. Queste persone pretendono d’essere credenti e si avvalgono della religione unicamente per soddisfare le proprie ambizioni personali. Invero, costoro costituiscono la categoria di persone che merita il Fuoco e una severa punizione nell’altra vita. Nel Corano, Allah parla di loro in questi termini:

Dicono: "Crediamo in Allah e nel Messaggero e obbediamo", poi alcuni di loro volgono le spalle. Costoro non sono affatto credenti. Quando vengono chiamati ad Allah e al Suo Inviato affinché egli giudichi tra di loro, alcuni si sottraggono. Se il diritto fosse dalla loro parte, allora verrebbero a lui sottomessi! (Surat an-Nûr, 47-49)

Come risulta da questi versetti, gli ipocriti ammettono di credere solo quando vi trovino un interesse, per poi ritrattare. In alcuni momenti, si può anche prenderli per devoti credenti, ma, come segnala il Corano, sono invero quelli "che hanno posto le fondamenta delle loro costruzioni sul bordo di una scogliera che sta per crollare".

Chi ha posto le fondamenta della moschea sul timor di Allah per compiacerLo non è forse migliore di chi ha posto le sue fondamenta su di un lembo di terra instabile e franosa che la fa precipitare insieme con lui nel fuoco dell'Inferno? Allah non guida gli ingiusti. (Surat at Tawbah,109)

Vi sono numerosi versetti del Corano che insistono sull’importanza di ottenere la soddisfazione di Allah:

E chi persegue il compiacimento di Allah sarà come colui che ha meritato la Sua collera? Per costui l'Inferno, che infausto rifugio! (Surat al ‘Imrân, 162)

Ritornarono con la grazia e il favore di Allah, non li colse nessun male e perseguirono il Suo compiacimento. Allah possiede grazia immensa. (Surat al ‘Imrân, 174)

Non c'è nulla di buono in molti dei loro conciliaboli, eccezion fatta per chi ordina un'elemosina o una buona azione o la riconciliazione tra gli uomini. A chi fa questo per compiacimento di Allah daremo ricompensa immensa. (Surat an-Nisâ’, 114)

Con essi Allah guida sulla via della salvezza quelli che tendono al Suo compiacimento. Dalle tenebre li trae alla luce, per volontà Sua li guida sulla retta via. (Surat al-Mâ’ida, 16)

Ai credenti e alle credenti, Allah ha promesso i Giardini in cui scorrono i ruscelli, dove rimarranno in perpetuo, e splendide dimore nei giardini dell'Eden; ma il compiacimento di Allah vale ancora di più: questa è l'immensa beatitudine! (Surat at Tawbah, 72)

Coloro che perseverano nella ricerca del Volto del loro Signore, assolvono all'orazione, danno pubblicamente o in segreto di ciò di cui li abbiamo provvisti e respingono il male con il bene. Essi avranno per Dimora Ultima. (Surat ar Ra’d, 22)

Il fine ultimo di un credente consiste nel soddisfare Allah e nell’ottenere il Paradiso.

Parlando dei credenti, Allah dice: "Ne facemmo degli eletti, [affinché fossero] il monito della Dimora [ultima]" (Sad, 46). Certamente, per un credente, evocare l’altra vita è un attributo essenziale.

La vera grazia e i favori che un credente desidera si trovano nel mondo a venire. Il mondo presente è una residenza temporanea e questi benefici sono limitati nel tempo e nello spazio. In virtù di tali caratteristiche, questo mondo offre un pallido riflesso dell’altra vita. Ma è stato comunque creato al fine di ricordarci la sua esistenza:

Abbiamo abbellito, agli [occhi degli] uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d'oro e d'argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il miglior ritorno. (Surat al ‘Imrân, 14)

Sappiate che questa vita non è altro che gioco e svago, apparenza e reciproca iattanza, vana contesa di beni e progenie. [Essa è] come una pioggia: la vegetazione che suscita, conforta i seminatori, poi appassisce, la vedi ingiallire e quindi diventa stoppia. Nell'altra vita c'è un severo castigo, ma anche perdono e compiacimento da parte di Allah. La vita terrena non è altro che godimento effimero. (Surat al Hadid, 20)

Un credente trae vantaggio dalle cose e dai benefici di questa vita, ma non trascura il ricordo di Allah e del mondo a venire, e tenta di non dimenticare mai il vero scopo di questa vita. Allah ci avvisa della natura seducente delle cose di questo mondo:

Di': «Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi». (Surat at Tawbah, 24)

In Surat al-Jumu’a, Allah ci informa dell’attitudine che i credenti devono evitare:

Quando vedono un commercio o un divertimento, si precipitano e ti lasciano ritto. Di': “Quel che è presso Allah, è migliore del divertimento e del commercio e Allah è il Migliore dei sostentatori”. (Surat al-Jumu’a, 11)

 

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