l'inganno dell'evoluzione

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La Coscienza Morale Ed Il Corano Mettono In Evidenza Con Certezza La Credenza Nelll’aldila’

Chi si rende conto che si è in questo mondo per essere messo alla prova da Dio, seguirà un altro modo di ragionare. Se siamo messi alla prova durante tutta la nostra vita – e la morte, quindi, non potrà esserne la fine – dobbiamo credere che ci sarà un risultato conseguente a questa prova, non nella vita presente ma nell’al di là. In passato, ci sono stati tiranni dissoluti ed omicida, ma anche messaggeri di Dio ed altre persone ancora di alta moralità che hanno consacrato tutta la loro vita alla causa di Dio. Sono stati poveri e sventurati sottomessi all’oppressione. Sono tutti spariti dalla faccia della Terra; tutti i buoni e tutti i cattivi sono nelle loro tombe. Non resta nulla di loro, se non delle ossa. I conti non sono stati completamente regolati in questo mondo, è necessariamente un punto sul quale è stato sospeso il giudizio. Le persone coscienziose troveranno, nei versetti del Corano che seguono, che Dio dichiara di aver rinviato il regolamento dei conti nell’al di là, in cui ciascuno sarà interamente ricompensato per gli atti compiuti in questo mondo.

E’ a Lui che tutti voi ritornete, in verità è quella la promessa di Dio! E’ Lui che crea una prima volta poi ricrea (facendo resuscitare) al fine di retribuire con equità tutti quelli che hanno creduto e fatto le buone opere. Quanto a quelli che non hanno creduto, essi avranno una bevanda d’acqua bollente ed un castigo doloroso a causa della loro miscredenza! (Sura X, Yûnus, Giona : v. 4)

Sicuramente, il tuo Signore concederà il compenso a tutti per le loro opere…..E’ perfettamente al corrente di ciò che fanno. (Sura XI Hûd: v. 111)

Quelli che si rifanno al Corano sanno che tutto ciò che compiono è conosciuto da Dio e che ogni atto, buono o cattivo, troverà ricompensa. Nessuna azione è dimen-ticata né trascurata, come molti, a torto, suppongono. Dio descrive nel Corano il Giorno dei Conti e la vita reale che attende ciascuno dopo il pagamento dei conti.

La vita di questo basso mondo è un luogo temporaneo di prova. La vita reale è nell’al di là, nel paradiso o nell’inferno. Dopo la morte, ciascuno verrà interrogato su ogni azione che avrà compiuto. Quelli che hanno vissuto sotto gli auspici di Dio vivranno per sempre nell’unica possibile meravigliosa dimora che può esistere per un essere umano. Quanto agli altri, condurranno una eterna vita all’inferno nel quale conosceranno le più estreme forme di dolore e di angoscia. La vera vita inizierà dopo la morte.

Seguire la propria coscienza morale in una vita retta sul gioco e sul divertimento è contraddittorio. Si preferisce elaborare dei piani da cui si possano ottenere profitti in questo mondo, ma molti piani non riguardano la morte o l’al di là. La morte, tuttavia, è una realtà molto più assoluta di tutti questi progetti. Ma le persone non la prendo-no in considerazione. Cercano di vivere la loro vita come se non dovessero mai morire. Quale può essere, allora, la causa per la quale la stragrande maggioranza conduce la propria vita ignorando questo?

Per rispondere a questa domanda, bisogna riflettere un po’: quante volte avete pensato alla morte durante la vostra vita? Avete mai pensato che un giorno morirete, ogni persona che vi ama e che voi amate vi seppellirà e lascerà la vostra tomba per continuare a condurre la propria vita quotidiana? Tutto ciò che avete posseduto non avrà più per voi alcun valore. Avete già considerato come avverrà la vostra morte? La vostra carne marcirà sotto il sole, ma la vostra anima cosa subirà?

L’uomo possiede un’anima e l’anima non scomparirà. Prima che l’uomo muoia, per l’anima inizia una nuova vita, ma ci si è domandati quale sorte di vita l’aspetta? La maggior parte delle persone, non avrà mai pensato a questo, perché ciò spaventa. Si preferisce evitare il più possibile queste discussioni. Quando viene in essere questa riflessione, si tenta di scherzarci sopra o di esorcizzare la paura che si prova.

Perché cercare di sfuggire da questa realtà? L’ignoranza impedisce di rifletterci? No, ben inteso. La ragione per la quale si evita di pensare alla morte ed all’al di là è che questa spinge la coscienza morale all’azione, ricordando che si è responsabili verso Dio e che dopo la morte si renderanno i conti di ogni atto. Nel momento in cui la coscienza morale si risveglia, tutto ciò che è stato fatto sino a quel momento perde di importanza e l’uomo si rende conto di ciò che è veramente importante per lui. Può risultare difficile dire a sé stesso che tutta questa vita non avrà alcuna importanza quando si muore, ma riflettere sulla morte permette di comprendere ogni verità. La morte può arrivare quando meno ve lo aspettate. E’ molto probabile che non abbiate nessuna possibilità di essere pronti. Potrebbe giungere adesso o tra qualche anno.

 

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