l'inganno dell'evoluzione

La Creazione Di Allah Svelato Nella Natura

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Capitolo 3
Sistemi di comunicazione e di localizzazione del bersaglio

ECOLOCALIZZAZIONE DEI PIPISTRELLI

batI pipistrelli sono creature molto interessanti. La loro abilità più affascinante è la loro straordinaria capacità di navigazione.

La capacità ecolocativa dei pipistrelli venne scoperta grazie a una serie di esperimenti condotti dagli scienziati. Guardiamo questi esperimenti più da vicino per svelare lo straordinario progetto di queste creature.26

Nel primo di questi esperimenti, un pipistrello venne lasciato in una stanza completamente buia. In un angolo di questa stanza venne messa una mosca che serviva da preda per il pipistrello. Da quel momento in poi, tutto ciò che avveniva nella stanza fu monitorato con telecamere a raggi infrarossi. Appena la mosca cominciò a volare, il pipistrello, che stava nell'angolo opposto, rapidamente si mosse verso il punto dove si trovava la mosca e la catturò. Con questo esperimento si concluse che i pipistrelli hanno una percezione molto acuta anche in completa oscurità. Ma a cosa era dovuta questa percezione? Al suo senso dell'udito o al fatto che aveva una visione notturna?

Per rispondere a queste domande venne fatto un secondo esperimento. In un angolo di quella stessa stanza vennero messi alcuni bruchi coperti da un foglio di giornale. Una volta liberato, il pipistrello non ci mise nulla a sollevare il foglio di giornale e a mangiare i bruchi. Ciò provava che le abilità di navigazione del pipistrello non avevano alcuna relazione con la vista.

Gli scienziati continuarono con i loro esperimenti sui pipistrelli: un nuovo esperimento venne condotto in un lungo corridoio, da un lato c'era un pipistrello, dall'altro un gruppo di farfalle. Inoltre furono installati una serie di tramezzi divisori perpendicolari ai muri laterali. In ogni tramezzo c'era un solo buco grande abbastanza da permettere al pipistrello di volarci attraverso. Ma questi buchi erano stati fatti in punti diversi di ogni tramezzo. Così il pipistrello doveva zigzagare per passarci in mezzo.

Gli scienziati cominciarono le loro osservazioni appena il pipistrello venne rilasciato nel buio pesto del corridoio. Quando il pipistrello arrivò al primo tramezzo localizzò facilmente il buco e ci passò in mezzo. La stessa cosa venne osservata a ogni tramezzo: non solo sembrava che il pipistrello sapesse dove si trovava il tramezzo ma anche esattamente dove si trovava il buco. Dopo aver attraversato l'ultimo buco, il pipistrello si riempì la pancia con la sua preda.

Assolutamente sbalorditi da ciò cui avevano assistito, gli scienziati decisero di condurre un ultimo esperimento per comprendere l'estrema precisione della percezione del pipistrello. Questa volta lo scopo era quello di determinare più chiaramente i limiti percettivi del pipistrello. Ancora una volta, venne preparato un lungo tunnel e fili d'acciaio del diametro di 3/128 pollici (0,6 mm) vennero appesi dal soffitto al pavimento e posizionati in maniera del tutto casuale lungo il tunnel. Con grande sorpresa degli osservatori, il pipistrello completò il suo percorso senza mai urtare contro un ostacolo. Questo volo mostrò che il pipistrello è in grado di individuare gli ostacoli anche quando sono sottili come i fili da 3/128 pollici (0,6 mm). La ricerca che seguì rivelò che l'incredibile facoltà percettiva del pipistrello è legata al suo sistema di ecolocalizzazione. I pipistrelli emettono suoni ad alta frequenza per individuare gli oggetti attorno a loro. La riflessione di questi suoni, che non sono udibili dall'orecchio umano, permette al pipistrello di ottenere una "mappa" dell'ambiente circostante.27 Cioè, la percezione di una mosca è resa possibile dai suoni rimandati indietro al pipistrello dalla mosca stessa. Il pipistrello registra ogni pulsazione sonora in uscita e la confronta con l'eco di ritorno. Il tempo trascorso tra la produzione del suono in uscita e la ricezione dell'eco permette una valutazione accurata della distanza dell'obiettivo dal pipistrello. Per esempio, nell'esperimento in cui il pipistrello ha catturato il bruco sul pavimento, il pipistrello ha percepito il bruco e la forma della stanza emettendo suoni ad alta frequenza e individuando i segnali riflessi. Il pavimento ha riflesso i suoni, quindi il pipistrello ha determinato la propria distanza dal pavimento. Invece, il bruco era più vicino al pipistrello di circa 3/16 pollici (0,5 mm) rispetto al pavimento. Inoltre il bruco ha fatto dei piccolissimi movimenti e questo, a sua volta, ha modificato le frequenze riflesse. In questo modo, il pipistrello ha potuto individuare la presenza del bruco sul pavimento. Ha emesso circa ventimila cicli al secondo e ha potuto analizzare tutti i suoni riflessi. Inoltre, mentre portava a termine il suo compito, anche il pipistrello si muoveva. Un'attenta considerazione di tutti questi fattori rileva chiaramente il progetto miracoloso della sua creazione.

bat -Testing in a room

Gli esperimenti mostrano che i pipistrelli riescono a localizzare facilmente i passaggi in un muro e a volarci in mezzo anche nella completa oscurità.

Un'altra sbalorditiva caratteristica dell'ecolocalizzazione dei pipistrelli è il fatto che il loro udito è stato creato in modo che non possano udire altri suoni che i propri. Lo spettro delle frequenze udibili da queste creature è molto stretto, cosa che normalmente creerebbe un grosso problema a un animale a causa dell'effetto Doppler. Secondo l'effetto Doppler, se la sorgente dei suoni e il ricettore dei suoni sono entrambi relativamente stazionari, il ricettore individuerà la stessa frequenza emessa dalla sorgente. Ma se uno o l'altro si muovono, la frequenza individuata sarà diversa da quella emessa. In questo caso, la frequenza del suono riflesso potrebbe cadere nello spettro di frequenze che un pipistrello non riesce a udire. Quindi, il pipistrello deve potenzialmente affrontare il problema di non riuscire a udire le eco dei suoi suoni provenienti da una mosca che si allontana.

Ma questo non è mai un problema per il pipistrello perché regola la frequenza dei suoni che emette verso un oggetto in movimento come se sapesse tutto dell'effetto Doppler. Per esempio, manda suoni ad altissima frequenza verso una mosca che si allontana così che la riflessione non si perde in un settore impercettibile dello spettro sonoro.

E allora, come avviene questa regolazione?

electric fish

1- Oggetto non-conduttore, 2- Organo elettrico, 3-Immagine elettrica, 4- Oggetto conduttore

Nel cervello del pipistrello ci sono due tipi di neuroni (cellule nervose) che controllano il suo sistema sonar; uno percepisce gli ultrasuoni riflessi e l'altro ordina ai muscoli produrre i richiami di ecolocalizzazione. Questi due neuroni lavorano con un sincronismo così perfetto che una impercettibile deviazione dei segnali riflessi allerta il secondo neurone, che agisce in modo che la frequenza del richiamo sia sintonizzata con la frequanza dell'eco. Quindi l'altezza degli ultrasuoni del pipistrello cambia a seconda di ciò che lo circonda per ottenere la massima efficienza.

È impossibile ignorare il colpo che questo sistema sferra alle spiegazioni che la teoria dell'evoluzione dà in termini di coincidenze. Il sonar dei pipistrelli è un sistema estremamente complesso in natura e non può essere spiegato con una evoluzione attraverso mutazioni arbitrarie. L'esistenza simultanea di tutte le componenti del sistema è vitale al suo funzionamento. Il pipistrello non deve solo emettere suoni molto alti ma deve anche eleborare i segnali riflessi e manovrare e regolare il suo sonar tutto nello stesso momento. Naturalmente, tutto ciò non può essere spiegato dalla coincidenza e può solo essere un segno della perfezione con cui Allah ha creato il pipistrello.

La ricerca scientifica rivela anche altri e nuovi esempi dei miracoli della creazione nei pipistrelli. Con ogni nuova, miracolosa scoperta, il mondo della scienza tenta di capire come funziona questo sistema. Per esempio, una nuova ricerca sui pipistrelli ha portato a delle scoperte molto interessanti negli ultimi anni.29 Alcuni scienziati che volevano esaminare un gruppo di pipistrelli che viveva in una certa caverna, ha installato dei trasmettitori su alcuni membri del gruppo. Si osservò che i pipistrelli abbandonavano la caverna di notte e si nutrivano all'esterno fino all'alba. I ricercatori hanno tenuto una documentazione dettagliata di questi viaggi. Hanno scoperto che alcuni pipistrelli viaggiavano anche 30-45 miglia (50-70 km) lontano dalla caverna. La scoperta più straordinaria riguarda il viaggio di ritorno, che cominciava subito prima del sorgere del sole. Tutti i pipistrelli volavano dritti alla caverna da qualunque posto si trovassero. Come fanno i pipistrelli a sapere dove si trovano e quanto sono lontani dalla loro caverna?

Ancora non abbiamo una conoscenza dettagliata di come mantengano la rotta nel loro viaggio di ritorno. Gli scienziati non credono che il sistema uditivo abbia una grossa influenza sul viaggio di ritorno. Ricordandoci che i pipistrelli sono completamente ciechi alla luce, gli scienziati si aspettano di imbattersi in un altro sorprendente sistema. In breve, la scienza continua a scoprire nuovi miracoli della creazione nei pipistrelli.

I PESCI ELETTRICI

L'arma dell'elettroshock nell'anguilla elettrica

L'anguilla elettrica, la cui lunghezza a volte supera i 6,6 piedi (2 metri), vive in Amazzonia. I due terzi del corpo di questo pesce sono coperti da organi elettrici che hanno dalle 5000 alle 6000 placche elettriche. In questo modo può produrre scariche di 500 volt di elettricità a circa due ampere. Il che equivale all'incirca a più potenza di quanto ne utilizzi un televisore di tipo convenzionale.

Gnathonemus Peters

Pesce elefante

La capacità di generare elettricità è stata data a queste creature sia per difesa che per offesa. Il pesce usa questa elettricità per uccidere i suoi predatori dandogli un elettroshock. L'elettroshock generato da questo pesce è sufficiente a uccidere un bovino da una distanza di 6,6 piedi (2 metri). Il meccanismo che genera elettricità in questo pesce è in grado di entrare in funzione molto rapidamente, in due o tre millesimi di secondo.

Una potenza così enorme in una creatura è di per se stesso uno straordinario miracolo della creazione. Il sistema è piuttosto complesso e non può essere spiegato con la sviluppo "passo dopo passo". E questo perché un sistema elettrico senza una funzionalità completa non potrebbe dare alla creatura nessun vantaggio in termini di sopravvivenza. In altre parole, tutti i componenti del sistema devono essere stati creati esattamente nello stesso momento.

Pesci che "vedono" per mezzo di un campo elettrico

Oltre ai pesci armati con potenziali cariche elettriche, ci sono altri pesci che generano segnali a basso voltaggio, di due o tre volt. Se questi pesci non usano questi deboli segnali per cacciare o per difendersi, per quale altro scopo potrebbero usarli?

I pesci usano questi deboli segnali come organi sensoriali. Allah ha creato un sistema sensoriale nei corpi dei pesci che trasmette e riceve questi segnali.30

I pesci producono emissioni di elettricità in un organo specializzato posto sulla coda. L'elettricità viene emessa da migliaia di pori che momentaneamente creano un campo di forze elettriche tutt'intorno. Qualunque oggetto che si trovi all'interno di questo campo rinfrangono la forza elettrica così il pesce riceve informazioni sulle dimensioni, conduttività e movimenti dell'oggetto. Sul corpo del pesce ci sono dei sensori elettrici che rilevano il campo in continuazione proprio coma fa un radar.

In breve, questi pesci hanno un radar che trasmette segnali elettrici e interpreta le alterazioni nel campo, causate da oggetti che interrompono questi segnali attorno al loro corpo. Quando prendiamo in considerazione la complessità del radar usato dagli esseri umani, diventa chiara la meravigliosa creazione nel corpo del pesce.

Recettori con scopi speciali

colorful waves of electricity

Un pesce elettrico ne localizza un altro grazie ai segnali

Nei corpi di questi pesci ci sono vari tipi di recettori. I recettori ampollari rilevano i segnali elettrici a bassa frequenza emessi da altri pesci mentre nuotano o da larve di insetto. Questi recettori sono così sensibili che sono in grado di rilevare persino il campo magnetico terrestre oltre a raccogliere informazioni su prede e predatori.

I recettori ampollari non sono in grado di percepire i segnali ad alta frequenza trasmessi dal pesce. Ciò viene fatto dai recettori tubolari. Questi sensori sono sensibili alle scariche del pesce stesso e funzionano in modo da rilevare l'ambiente circostante.

Con questo sistema, questi pesci possono comunicare tra di loro e dare l'allarme in presenza di un pericolo. Riescono anche a scambiarsi informazioni sulla specie, l'età, le dimensioni e il genere.

colorful waves of electricity

I pesci che trasmettono onde elettriche comunicano per mezzo di esse. I membri della stessa specie usano segnali simili. A causa della loro cita comunitaria, cambiano le frequanze in modo da evitare la confusione, cosa che permette di distinguere segnali simili ma distinti.

Segnali che descrivono le differenze di genere

Ogni specie di pesce elettrico ha un segnale particolare che è come una firma. Inoltre, possono esserci differenze tra gli individui della stessa specie, anche se la struttura generale resta invariata. Alcuni dettagli sono propri di un solo individuo. Quando una femmina incontra un maschio, lo riconosce immediatamente e si comporta di conseguenza.

Segnali descrittori dell'età

I segnali elettrici trasmettono anche informazioni sull'età di questi pesci. Un pesce appena nato ha un segnale diverso da quello di un adulto. I segnali di questi giovani pesci mantengono la loro caratteristica fino al quattordicesimo giorno d'età, poi cambiano e diventano come i segnali normali degli adulti. Tutto ciò gioca un ruolo importante nel regolare i complessi rapporti di maternità e paternità. Un padre è in grado di riconoscere il proprio piccolo e riportarlo al sicuro.

Tipi di segnali emessi da specie diverse di pesci

electric fish

Gymnarcus niloticus

Gnathonemus Petersii
o pesce elefante

Gnathonemus moori
o elefante nero

Mormyrus rume

Mormyrops deliciosus

Mormyrops deliciosus

Un pesce elettrico può individuare il genere di un altro grazie ai segnali.

Attività di vita comunicate attraverso segnali

Questi pesci possono anche comunicarsi informazioni diverse da quelle su genere ed età. In tutte le specie di pesci elettrici un aumento della frequenza trasmette messeggi di allerta. Per esempio, un pesce elefante (famiglia dei mormiridi) normalmente trasmette segnali elettrici con una frequenza di 10 Hz, cioè 10 vibrazioni al secondo, che però può aumentare fino a raggiungere i 100-200 Hz. Un pesce elefante immobile avverte i suoi avversari di un attacco. Questo comportamento assomiglia a quello di un uomo che serra i pugni prima di un combattimento. La maggior parte delle volte, questo avvertimento è sufficiente a scoraggiare l'avversario. Dopo un combattimento, l'individuo ferito smette di emettere segnali per circa 30 minuti e rimane in silenzio elettrico. Il pesce che si tranquillizza o abbandona il combattimento resta di solito immobile. Lo scopo di questi comportamenti è quello di rendere più difficile agli altri di trovarlo. Un altro scopo è quello di evitare di urtare oggetti che si trovano nelle vicinanze, visto che diventano ciechi non emettendo più segnali elettrici.

Un sistema speciale per non confondere i segnali.

Cosa accade, allora, quando un pesce elettrico si avvicina a un altro che produce gli stessi segnali? Questo evento non interferisce con il radar di entrambi? In questa situazione, l'interferenza sarebbe una conseguenza normale. Ma essi sono stati creati con un meccanismo di difesa naturale che impedisce questa confusione. Gli esperti chiamano questo sistema "Jamming Avoidance Response" (reazione per evitare interferenze) anche chiamato con l'abbreviazione JAR. Quando un pesce ne incontra un altro sulla stessa frequenza, cambia la propria. in questo modo ogni confusione viene subito evitata e, quindi, non va oltre.

Tutto ciò conferma i sistemi estremamente complessi di cui sono dotati i pesci elettrici. E l'evoluzione non può spiegare fino in fondo l'origine di questi sistemi. Infatti, nel suo libro L'origine delle specie, Darwin ammetteva che era impossibile spiegare queste creature con la sua teoria, nel capitolo intitolato "Difficoltà della teoria".31 Dall'epoca di Darwin è stato dimostrato che i pesci elettrici hanno dei sistemi ancora più complessi di quanto egli credesse.

Proprio come tutte le altre forme di vita, i pesci elettrici sono stati creati in maniera perfetta da Allah come dimostrazione, fatta a nostro beneficio, dell'esistenza e dell'infinita conoscenza di Allah che li ha creati.

UN SONAR NEL CRANIO DEL DELFINO

Un delfino è in grado di distinguere due monete di metallo diverse, sott'acqua e in totale oscurità e anche a una distanza di oltre 2 miglia (3 km). Riesce a vedere così lontano? No, ci riesce senza vedere. Riesce a fare queste valutazioni così accurate grazie al perfetto progetto del sistema di ecolocalizzazione che si trova nel suo cranio. Raccoglie informazioni molto dettagliate su forma, dimensioni, velocità e struttura degli oggetti vicini.

dolphins

Ci vuole del tempo prima che un delfino riesca a padroneggiare le abilità necessarie per usare un sistema tanto complicato. Mentre un delfino adulto esperto è in grado di individuare la maggior parte degli oggetti tramite pochi segnali, un delfino giovane si deve esercitare per anni.

dolphin sonar

Un delfino adulto diffonde suoni che lìorecchio umano non percepisce (20.000Hz e più). Queste onde sono emesse dal lodo, chiamato "melone", posto nella parte anteriore della testa. Può dirigere queste onde a piacere semplicemente muovendo la testa. Le onde sonar vengono immediatamente respinte quando incontrano un ostacolo. La mandibola inferiore agisce da recettore e trasmette i segnali allìorecchio. L'orecchio invia i dati al cervello che ne analizza e interpreta il significato.

I delfini non usano l'ecolocalizzazione solo per scoprire l'ambiente circostante. A volte si riuniscono in branchi durante il pasto ed emettono suoni molto acuti, tanto potenti che intontiscono le prede che restano immobili pronte per essere catturate. Un delfino adulto produce suoni che un orecchio umano non può udire (20.000 Hz e oltre). La focalizzazione delle onde sonore avviene in diverse aree della testa di un delfino. Il melone,che è una struttura pronunciata situata nella fronte del delfino, serve da lente acustica e focalizza i click del delfino in un fascio stretto. Quindi il delfino è in grado di dirigere i suoi click come vuole, semplicemente muovendo la testa. Può dirigere queste onde sonore a suo piacimento muovendo la testa. L'eco dei click torna subito indietro appena urta un ostacolo. La mandibola inferiore agisce da recettore e trasmette i segnali all'orecchio. Su entrambi i lati della mandibola inferiore si trova una piccola zona ossea che è a contatto con una sostanza lipidica. Il suono passa attraverso questa sostanza fino alla bolla uditiva che è una grossa vescicola. Poi, l'orecchio inoltra i dati al cervello che li analizza e ne interpreta il significato. Una sostanza lipidica simile esiste anche nel sonar delle balene. Lipidi differenti (composti grassi) curvano le onde di ultrasuoni (onde sonore al di sopra del nostro spettro uditivo) che ci passano in mezzo in modi diversi. I diversi lipidi devono essere sistemati secondo una forma e una sequanza corrette per focalizzare le onde sonore di ritorno. Ogni singolo lipide è unico e differente dai normali lipidi animali ed è fatto da un processo chimico complicato che richiede numerosi enzimi diversi. Questo sistema sonar dei delfini non può assolutamente essersi sviluppato gradualmente, come sostiene la teoria dell'evoluzione. E ciò perché soltanto quando i lipidi si sono evoluti e hanno assunto posto e forma definitivi, la creatura ha potuto far uso di questo sistema cruciale. Inoltre, anche i sistemi di supporto come la mandibola inferiore, il sistema dell'orecchio interno e il centro di analisi nel cervello dovevano essersi sviluppati completamente. L'ecolocalizzazione è chiaramente un sistema di "complessità irriducibile" che non può essersi evoluto per fasi successive. Per cui è ovvio che questo sistema è un'altra delle perfette creazioni di Allah.

LA STORIA DI UNA COMUNICAZIONE DURATA UN ISTANTE

Ciascuno di noi può ricordare la volta in cui i suoi occhi hanno incontrato quelli di un conoscente e si sono scambiati un saluto. Potreste credere che questa comunicazione durata un solo istante ha una lunga storia?

Immaginiamo che un certo pomeriggio due uomini si trovini separati uno dall'altro. Nonostante siano grandi amici, ancora non si sono riconosciuti. Uno dei due, girando la testa in direzione dell'amico, che non ha ancora riconosciuto, dà inizio a una catena di reazioni biochimiche: la luce riflessa dal corpo del suo amico colpisce il cristallino dell'occhio alla velocità di dieci trilioni di fotoni (particelle della luce) al secondo. La luce passa attraverso il cristallino e il fluido che riempie il bulbo oculare prima di urtare la retina. Sulla retina ci sono circa cento milioni di cellule chiamete "coni" e "bastoncelli". I bastoncelli distinguono la luce dall'oscurità e i coni percepiscono i colori.

CORNEA E IRIDE

La cornea, uno dei 40 componenti base dell'occhio, è uno strato trasparente posto nella parte anteriore dell'occhio. Fa passare la luce proprio come fa il vetro di una finestra. Non è certo una coincidenza se questo tessuto, che non si trova in nessuna altra parte del corpo, sia posto proprio nel punto giusto, cioè la superficie anteriore dell'occhio. Un'altra importante componente dell'occhio è l'iride, che gli dà il colore. Posta proprio dietro alla cornea, regola la quantità di luce da far passare nell'occhio, contraendo o allargando la pupilla, cioè l'apertura circolare che si trova al centro. Con una luce forte, si contrae. Con una luce fioca, si allarga permettendo a più luce di entrare nell'occhio. Un sistema simile è stato adattato come base del funzionamento della macchina fotografica per poter regolare la quantità di luce in entrata, ma non ha la stessa perfezione dell'occhio.

eyes, cornea

A seconda del tipo di oggetti esterni, onde luminose variabili colpiscono punti diversi della retina. Pensiamo al momento in cui la persona della nostra situazione inventata vede il suo amico. Alcune fattezze del volto del suo amico gettano luce di diversa intensità sulla sua retina. Per esempio, tratti facciali più scuri come le sopracciglia rifletteranno la luce con un'intensità molto minore. Ma sulla retina, le cellule vicine ricevono la luce d'intensità più forte riflessa dalla fronte del suo amico. Tutti i tratti facciali dell'amico gettano onde di varia intensità sulla retina del suo occhio.

Che tipo di stimoli provocano queste onde luminose?

La risposta a questa domanda è, in realtà, molto complicata. Comunque, la risposta deve essere esaminata per apprezzare appieno lo straordinario progetto dell'occhio.

eye

Muscolo retto superiore

Congiuntiva

Arterie e vene del globo oculare

Retina

Vene della retina

Nervo ottico

Vene della retina

Muscol o ciliare

Iride

Pupilla

Cristallino

Umor vitreo

Cornea

Legamenti sospensori

Congiuntiva

L'occhio umano funziona grazie al lavoro armonioso di circa quaranta componenti diverse. In assenza di anche una sola di queste componenti, l'occhia sarebbe inutilizzabile. Per esempio, se mancasse la sola ghiandola lacrimale, l'occhio si asciugherebbe e smetterebbe di funzionare. Questo sistema, che è impossibile ridurre alla semplicità, non potrà mai essere spiegato dallo "sviluppo graduale" come sostengono gli evoluzionisti. Ciò mostra che l'occhio è apparso in una forma completa e perfetta, il che significa che è stato creato.

La chimica della vista

Quando i fotoni colpiscono le cellule della retina, attivano una reazione a catena, simile all'effetto domino. Il primo pezzo del domino è una molecola chiamata "11-cis-retinale" che è sensibile ai fotoni. Quando viene colpita da un fotone, questa molecola cambia forma e questa, a sua volta cambia la forma di una proteina chiamata "rodopsina" a cui è strettamente legata. Quindi la rodopsina prende una forma che le permette di attaccarsi a un'altra proteina che si trova nella cellula, chiamata "transducina".

rhodopsin

Il primo passo per vedere è un piccolo cambiamento creato dalla luce nella struttura di una minuscola molecola chiamate 11-cis-retinale che provoca un cambiamento in una proteina più grande chiamata rodopsina, a cui è legata.

Prima di reagire con la rodopsina, la transducina è legata a un'altra molecola, chiamata GDP. Quando si associa con la rodopsina, la transducina libera la molecola GDP e si lega a una nuova molecola, chiamata GTP. Per questo motivo il complesso formato dalle due proteine (rodopsina e transducina) e una molecola chimica più piccola (GTP) viene chiamato "GTP-transducinrodopsina".

Il nuovo complesso GTP-transducinrodopsina si può adesso collegare molto rapidamente a un'altra proteina che si trova nella cellula, chiamata "fosfodiesterasi". Ciò permette alla proteina fosfodiesterasi di scindere un'altra molecola che si trova nella cellula, chiamata cGMP. Poiché questo processo avviene nei milioni di proteine che sono nella cellula, la concentrazione di cGMP viene ridotta improvvisamente.

Come fa tutto questo ad aiutare la vista? L'ultimo elemento di questa reazione a catena ci fornisce la risposta. L'abbassamento della concentrazione di cGMP coinvolge i canali ionici della cellula. Il cosidetto canale ionico è una struttura composta di proteine che regolano il numero di ioni di sodio all'interno della cellula. In condizioni normali, il canale ionico lascia passare nella cellula gli ioni di sodio, mentre un'altra molecola elimina gli ioni in eccesso per mantenere l'equilibrio. Quando il numero di molecole cGMP si abbassa, si abbassa pure il numero di ioni di sodio. Ciò causa uno sbilanciamento di carica nella membrana, cosa che stimola le cellule nervose collegate a queste cellule formando ciò che noi definiamo "impulso elettrico". I nervi trasportano l'impulso al cervello e l'azione di "vedere" avviene lì.

In breve, un sinolo fotone colpisce una singola cellula e, attraverso una serie di reazioni a catena, la cellula produce un impulso elettrico. Questo stimolo viene modulato dall'energia del fotone, cioè dalla luminosità delle luce. Un altro fatto affascinante è che tutti i processi descritti fin'ora avvengono in non più di un milionesimo di secondo. Altre proteine specializzate all'interno della cellula riportano elementi come l'11-cis-retinale, la rodopsina e la transducina al loro stato naturale. L'occhio è sotto una pioggia costante di fotoni, e le reazioni a catena all'interno delle cellule sensibili dell'occhio gli permettono di percepire ciascuno di quei fotoni.32

In realtà, il processo che permette di vedere è molto più complicato di quanto sembra indicare il breve schema presentato qui. Ma anche questa breve panoramica è sufficiente a dimostrare la straordinaria natura del sistema. All'interno dell'occhio c'è un progetto così complesso e così ben calcolato che le reazioni chimiche che vi hanno luogo assomigliano alle esibizioni di domino nel Guinness dei Primati. In queste esibizioni, decine di migliaia di pezzi del domino vengono sistemati in maniera così strategica che, spingendo il primo pezzo, si attiva l'intero sistema. In alcuni punti della catena del domino, vengono installati degli apparati per dare inizio a nuove sequenze di reazioni, per esempio un verricello che sposta un pezzo in una posizione diversa e lo fa cadere esattamente nel posto utile per far partire un'ulteriore sequenza di reazioni.

Segmento esterno di bastoncello

La figura sopra illustra la biochimica della vista. I simboli indicano: RH=Rodopsina, Rhk=Rodopsina chinase, A=Aristina, GC=GuanilCiclasi, T=Transducina, PDE=Fosfodiesterasi

Naturalmente, nessuno pensa che questi pezzi siano stai messi "casualmente" al loro posto preciso dal vento o da un terremoto e da un'inondazione. È evidente a tutti che ogni pezzo è stato sistemato con grande attenzione e precisione. La reazione a catena nell'occhio umano ci ricorda che è insensato persino solo pensare alla parola "coincidenza". Il sistema è composto da tanti pezzi diversi messi insieme secondo equilibri molto delicati ed è un segno evidente che esiste un "progetto". L'occhio è stato creato in maniera perfetta.

Il biochimico Michael Behe commenta così la chimica dell'occhio e la teoria dell'evoluzione nel suo libro La scatola nera di Darwin:

Ora che la scatola nera della vista è stata aperta, non basta più considerare soltanto la struttura anatomica di tutto l'occhio, come fece Darwin nel diciannovesimo secolo (e come continuano a fare i divulgatori dell'evoluzione oggi) per spiegare quella complessità in senso evolutivo. Ciascun passo e ciascuna struttura anatomica che Darwin considerava così semplici, in realtà implicano processi biochimici incredibilmente complicati che non possono essere mascherati con la retorica.33

Oltre la vista

Ciò che abbiamo spiegato fino a questo momento è il primo contatto dei fotoni, riflessi dal corpo di un amico, con l'occhio di un uomo. Le cellule della retina producono segnali elettrici attraverso complicati processi chimici, come spiegato sopra. Questi segnali sono così dettagliati che il viso dell'amico dell'uomo nell'esempio, il suo corpo, il colore dei capelli e persino un piccolissimo segno sul viso sono stati codificati. Ora il segnale deve essere trasportato al cervello.

Le cellule nervose (neuroni) stimolate dalle molecole della retina mostrano, anche loro, una reazione chimica. Quando un neurone viene stimolato, le molecole proteiche sulla sua superficie cambiano forma. Ciò blocca il movimento degli atomi di sodio caricati positivamente. Il mutamento del movimento degli atomi con carica elettrica crea un differenziale di voltaggio nella cellula che causa un segnale elettrico. Il segnale arriva all'estremità della cellula nervosa dopo aver percorso una distanza inferiore a un centimetro. Ma c'è un vuoto tra le due cellule nervose e il segnale elettrico deve superarlo, il che è un problema. Alcune sostanze chimiche speciali tra i due neuroni trasportano il segnale. Il segnale è trasportato in questo modo per circa un quarto di quarantesimo di millimetro. L'impulso elettrico è portato da una cellula nervosa a quella successiva finché raggiunge il cervello.

Questi segnali speciali sono portati alla corteccia visiva nel cervello. La corteccia visiva è composta da molte zone, una sopra l'altra, dello spessore di circa 1/10 di pollice (2,5 mm) e con una superficie di 145 piedi quadrati (13,5 metri quadrati). Ciascuna di queste zone include circa diciassette milioni di neuroni. La quarta zona riceve per prima il segnale in ingresso. Dopo un'analisi preliminare, inoltra i dati ai neuroni delle altre zone. In qualunque fase, un qualunque neurone può ricevere un segnale da un qualunque altro neurone.

In questo modo l'immagine dell'uomo si forma nella corteccia visiva del cervello. Ma adesso l'immagine deve essere messa a confronto con le cellule della memoria, cosa anch'essa fatta con grande facilità. Non viene trascurato neppure un singolo dettaglio. Inoltre, se il viso dell'amico sembra appena più pallido del solito, ecco che il cervello attiva il pensiero: "perché il viso del mio amico è così pallido, oggi?"

Il saluto

È così che due miracoli diversi hanno luogo in un lasso di tempo inferiore al secondo e che noi chiamiamo "vista" e "riconoscimento".

L'input che arriva in centinaia di milioni di particelle luminose raggiunge la mente della persona, viene elaborato, confrontato al ricordo e permette all'uomo di riconoscere il suo amico.

Al riconoscimento segue un saluto. Una persona deduce la reazione che deve dare alle persone che conosce derivandola dalle cellule della memoria, in meno di un secondo. Per esempio, decide che deve dire "salve", al che le cellule cerebrali che controllano i muscoli facciali ordineranno la mossa che noi conosciamo come "sorriso". Anche questo comando viene trasferito attraverso cellule nervose e fa partire una serie di altri complicati processi.

Nello stesso tempo, viene dato un altro comando alle corde vocali che si trovano nella gola, alla lingua e alla mascella inferiore e il suono "salve" viene prodotto dai movimenti dei muscoli. Nel momento in cui il suono viene emesso, le molecole dell'aria cominciano a muoversi verso l'uomo a cui il saluto è rivolto. Il padiglione auricolare raccoglie queste onde sonore, che viaggiano a una velocità approssimativa di 20 piedi (6 metri) per un cinquantesimo di secondo.

L'aria che vibra in entrambe le orecchie di quella persona si muove rapidamente verso l'orecchio medio. Anche il timpano, dal diametro di 0,30 pollici (7,6 mm), comincia a vibrare. Questa vibrazione è poi trasportata verso i tre ossicini dell'orecchio medio, dove viene convertita in vibrazioni meccaniche che si spostano verso l'orecchio interno. Qui creano dello onde in un liquido speciale all'interno di una struttura a forma di guscio di chiocciola chiamata coclea.

ear

a) Padiglione auricolare, b) Meato uditivo esterno, c) Osso temporale, d) Martello, e) Incudine, f) Staffa, g) Dotti semicircolari, h) Vestibolo, i) Coclea, j) Nervo vestibolare, k) Oval window, l) Timpano, m) Tuba d'Eustachio

Il padiglione auricolare è stato progettato per raccogliere e incanalare i suoni nel meato uditivo. La superficie interna del condotto uditivo è ricoperta da cellule e ciglia che secernono una sostanza cerosa densa per proteggere l'orecchio dallo sporco esterno. Alla fine del condotto uditivo, in prossimità dell'inizio dell'orecchio medio, si trova il timpano. Dietro il timpano ci sono tre ossicini chiamati martello, incudine e staffa. La tuba di Eustachio ha la funzione di equilibrare la pressione dell'aria nell'orecchio medio. Alla fine dell'orecchio medio c'è la coclea che ha un meccanismo uditivo estremamente sensibile ed è piena di un liquido speciale.

IL VIAGGIO DEL SUONO DALL'ORECCHIO AL CERVELLO

up sound from the ear to the brain

Egli è Colui che ha creato per voi l'udito, la vista e i cuori. Eppure ben raramente Gli siete riconoscenti! (Sura al-Muminun: 78)

L'orecchio è una tale meraviglia di progettazione che da solo invalida le spiegazioni della teoria dell'evoluzione nei confronti di una creazione basata su "coincidenze". Il processo dell'udito nell'orecchio è reso possibile da un sistema di complessità irriducibile. Le onde sonore sono prima raccolte dall'orecchio esterno (1) e poi colpiscono il timpano (2). Ciò fa vibrare gli ossicini nell'orecchio medio (3). Co sì le onde sonore vengono tradotte in vibrazioni meccaniche, che fanno vibrare la cosiddetta "finestra ovale" (4), che a sua volta mette in moto il liquido all'interno della coclea (5). Qui, le vibrazioni meccaniche vengono trasformate in impulsi nervosi che vanno al cervello lungo i nervi vestibolari (6).

Nella coclea è presente un meccanismo estremamente complesso. La coclea (figura ingrandita al centro) ha alcuni canali (7) che sono pieni di liquido. Il canale cocleare (8) contiene "l'organo del Corti" (9) (figura ingrandita a destra), che è l'organo sensoriale dell'udito. Questo organo è composto di "cellule ciliate" (10). Le vibrazioni nel liquido della coclea vengono trasmesse a queste cellule attraverso la membrana basilare (11) su cui è situato l'organo del Corti. Ci sono due tipi di cellule ciliate, quelle interne (12a) e quelle esterne (12b). a seconda della frequenza del suono in entrata, le cellule ciliate vibrano in modo diverso facendo in modo che moi distinguiamo i diversi suoni che udiamo.

Le cellule ciliate esterne (13) convertono le vibrazioni sonore in impulsi elettrici e li portano al nervo vestibolare (14). Poi le informazioni che vengono da entrambe le orecchie si incontrano nel complesso olivare superiore (15). Gli organi coinvolti nel percorso uditivo sono i seguenti: collicolo inferiore (16), corpo genicolato mediale (17) e infine la corteccia uditiva (18).34

La linea blu nel cervello mostra il percorso dei toni alti e quella rossa il percorso dei toni bassi. Entrambe le cloclee delle nostre orecchie inviano segnali a entrambi gli emisferi del cervello.

Come è evidente, il sistema che ci permette di sentire è costituito da diverse strutture che sono state attentamente progettate fin nel più piccolo dettaglio. Questo sistema non può essersi formato "passo dopo passo", perché anche la mancanza del dettaglio più insignificante avrebbe reso l'intero sistema inutile. È quindi molto evidente che l'orecchio è un altro esempio di creazione perfetta.

All'interno della coclea, vengono distinte varie tonalità di suono. Nella coclea ci sono molti filamenti di spessore variabile, proprio come nell'arpa, lo strumento musicale. I suoni emessi dall'amico dell'uomo suonano letteralmente le loro armonie su quest'arpa. Il suono "salve" comincia con un tono basso e poi va salendo. Per prima cosa, vengono fatte vibrare le corde più spesse, poi quelle più sottili. Infine, decine di migliaia di piccoli oggetti a forma di barrette trasferiscono le loro vibrazioni al nervo acustico.

Adesso, il suono "salve" diventa un segnale elettrico che viaggia rapidamente verso il cervello lungo i nervi acustici. Questo viaggio all'interno dei nervi continua finché il segnale raggiunge il centro dell'udito nel cervello. Il risultato è che, nel cervello di quella persona, la maggior parte dei trilioni di neuroni si attiva per valutare i dati visivi e sonori raccolti. In questo modo, la persona riceve e recepisce il saluto dell'amico. Adesso, restituisce il saluto. L'azione di parlare viene realizzata tramite la perfetta sincronizzazione di centinaia di muscoli in una piccolissima parte di un secondo: il pensiero che è progettato nel cervello come risposta viene formulato in linguaggio. Nel cervello, il centro del linguaggio, conosciuto come area di Broca, manda segnali a tutti i muscoli coinvolti.

ear

a) Onda sonora, b) Meato uditivo esterno, c) Martello, d) Incudine, e) Staffa, f) Vestibolo, g) Coclea, h) Canale vestibolare, i) Canale cocleare, j) Canale del timpano, k) Osso, l) Onda di pressione, m) Orecchio esterno, n) Timpano, o) Orecchi o medio, p) Orecchio interno

I tre ossicini nell'orecchio medio funzionano da ponte tra il timpano e l'orecchio interno. Questi ossicini, che sono collegati l'uno all'altro da articolazioni, amplificano le onde sonore che vengono poi trasmesse all'orecchio interno. L'onda di pressione creata dal contatto della staffa con la membrana del vestibolo viaggia nel liquido della coclea. I sensori stimolati dal liquido danno inizio al processo che chiamiamo "udito".

Per prima cosa, i polmoni forniscono "aria calda". L'aria calda è la materia grezza del linguaggio. La funzione primaria di questo meccanismo è l'inalazione di aria ricca di ossigeno nei polmoni. L'aria viene inspirata attraverso il naso e scende giù per la trachea fino ai polmoni. L'ossigeno dell'aria viene assorbito dal sangue nei polmoni. La sostanza di scarto del sangue, cioè l'anidride carbonica, viene ceduta. A questo punto, l'aria è pronta ad abbandonare i polmoni.

L'aria che torna indietro dai polmoni passa attraverso le corde vocali nella gola. Queste corde sono come tendine sottilissime che possono essere "tirate" dall'azione di piccole cartilagini a cui sono fissate. Prima di parlare, le corde vocali sono in posizione aperta. Mentre si parla, vengono avvicinate e fatte vibrare dall'aria che vi passa attraverso. È questo che determina l'altezza della voce di un individuo: più tese sono le corde, maggiore è l'altezza.

Agencies_are_required_to_speak

Palato

Cavità nasale

Lingua

Cartilagine della tiroide

Trachea

Esofago

Epiglottide

Per facilitare l'azione di parlare, non devono lavorare in armonia solo le corde vocali, il naso, i polmoni e i passaggi di aria, ma anche i sistemi muscolari che sostengono quest organi. I suoni creati nell'azione di parlare sono prodotti dall'aria che passa attraverso le corde vocali.

L'aria si vocalizza passando attraverso le corde vocali e raggiunge l'esterno attraverso il naso e la bocca. La struttura della bocca e del naso di una persona aggiunge delle proprietà che appartengono solo a lui. La lingua si avvicina e si allontana dal palato e le labbra prendono forme diverse. Durante tutti questi processi, molti muscoli lavorano a grande velocità.35

L'amico di quella persona mette a confronto il suono che sente agli altri nella sua memoria. In questo modo può dire immediatamente se quello è un suono familiare. A questo punto entrambi si riconoscono e si salutano.

Tutto quello che abbiamo appena detto avviene mentre i due amici si accorgono l'uno dell'altro e si salutano. Tutti questi processi straordinari avvengono a velocità incredibili con precisione sbalorditiva, di cui non ci rendiamo conto. Vediamo, sentiamo e parliamo con tale facilità come se fosse una cosa semplicissima. Ma i sistemi e i processi che rendono tutto ciò possibile sono complessi in un modo inimmaginabile.

Trache

a) Cartilagine della tiroide, b) Corde vocali, c) Trachea

Le corde vocali si compongono di cartilagini flessibili legate a muscoli che partono dallo scheletro. Quando i muscoli sono in posizione di riposo, le corde sono aperte (sinistra). Le corde si chiudono durante l'azione di parlare (sotto). Più tese sono le corde più alto è il tono della voce.

Questo sistema complesso è pieno di esempi di un progetto senza paragoni che la teoria dell'evoluzione non può spiegare. L'origine della vista, dell'udito e del pensiero non può essere spiegata dalla fede che gli evoluzionisti ripongono nelle "coincidenze". Al contrario, è evidente che tutto ciò è stato creato e donato a noi dal nostro Creatore. Mentre l'essere umano non può neppure comprendere il funzionamento dei sistemi che gli permettono di vedere, sentire e pensare, la saggezza e la potenza infinite di Allah, che ha creato tutto ciò dal nulla, è più che evidente.

throat

Il funzionamento delle corde vocali è stato fotografato con riprese ad alta velocità. Tutte le diverse posizioni viste sopra, avvengono in meno di un decimo di secondo. Possiamo parlare grazie al perfetto progetto delle corde vocali.

Nel Corano, Allah invita gli esseri umani a considerare ciò e a essere riconoscenti:

Allah vi ha fatto uscire dal ventre delle vostre madri sprovvisti di ogni scienza e vi ha dato udito, occhi e intelletto, così che forse sarete riconoscenti (Sura an-Nahl: 78)

Un altro versetto dice:

Egli è Colui che ha creato per voi l'udito, la vista e i cuori. Eppure ben raramente Gli siete riconoscenti! (Sura al-Muminum: 78)

 

Notes

26. J. A. Summer, Maria Torres, Scientific Research about Bats (La ricerca scientifica sui pipistrelli), Boston: National Academic Press, settembre 1996, pp. 192-195.

27. Donald Griffin, Animal Engineering (Ingegneria animale), San Francisco, The Rockefeller University - W.H. Freeman Com., pp. 72-75.

28. Merlin D. Tuttle, "Saving North America's Beleaguered Bats" (Salvare i pipistrelli assediati del nord America), National Geographic, agosto 1995, p. 40.

29. J. A. Summer, Maria Torres, Scientific Research about Bats (La ricerca scientifica sui pipistrelli), pp. 192-195.

30. Per dettagli su questo sistema si veda: W. M. Westby, "Les poissons électriques se parlent par décharges" (I pesci elettrici si parlano con scariche elettriche), Science et Vie, No. 798, marzo 1984.

31. Charles Darwin, The Origin of Species (L'origine delle specie), The Modern Library, New York, pp. 124-153

32. Michael Behe, Darwin's Black Box, New York: Free Press, 1996, pp. 18-21 (La scatola nera di Darwin, Caltanissetta, Alfa & Omega, 2007).

33. Michael Behe, Darwin's Black Box, p. 22.

34. Jean Michael Bader, "Le Gène de L'Oreille Absolue" (Il gene dell'orecchio assoluto), Science et Vie, numero 885, giugno 1991, pgg. 50-51.

35. Marshall Cavendish, The Illustrated Encyclopaedia of The Human Body (L'enciclopedia illustrata del corpo umano), London, Marshall Cavendish Books Limited, 1984, pp. 95-97.

 

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"Bizim yaptığımız tek şey Allah'ın yaratışını anlatmaktır."
"Almanya'da İslamofobi var, İslam düşmanları var..."
Bir örgüt olsak devlet bizimle faaliyette bulunur mu?
DAVAMIZ METAFİZİKTİR – 2. BÖLÜM
DAVAMIZ METAFİZİKTİR – 1. BÖLÜM
MAHKEME SÜRECİNDE SİLİVRİ CEZAEVİNDE YAŞANAN EZİYET VE ZULÜMLER
"Ben Sayın Adnan Oktar `dan hiçbir zaman Şiddet, Eziyet, Baskı görmedim."
DAVA DOSYASINDAKİ CİNSELLİK KONULU İDDİALAR TÜMÜYLE GEÇERSİZDİR
DURUŞMALARIN İLK HAFTASI
"İNFAK" SUÇ DEĞİL, KURAN'IN FARZ KILDIĞI BİR İBADETTİR
GERÇEK TURNİKE SİSTEMİ GENELEVLERDE
Adnan Oktar davasının ilk duruşması bugün yapıldı.
AVK. UĞUR POYRAZ: "MEDYADA FIRTINA ESTİRİLEREK KAMUOYU ŞARTLANDIRILDI,...
Adnan Oktar'ın itirafçılığa zorlanan arkadaşlarına sosyal medyadan destek...
Adnan Oktar suç örgütü değildir açıklaması.
Adnan Oktar'ın cezaevinden Odatv'ye yazdığı mektubu
Adnan Oktar'dan Cumhurbaşkanı Sayın Recep Tayyip Erdoğan'a mektup
Casuslukla suçlanmışlardı, milli çıktılar.
TBAV çevresinden "Bizler suç örgütü değiliz,kardeşiz" açıklaması
Bu sitelerin ne zararı var!
Adnan Oktar ve arkadaşları 15 Temmuz'da ne yaptılar?
Sibel Yılmaztürk'ün cezaevinden mektubu
İğrenç ve münasebsiz iftiraya ağabey Kenan Oktar'dan açıklama geldi.
Adnan Oktar ve arkadaşlarına Emniyet Müdürlüğü önünde destek ve açıklama...
Adnan Oktar hakkında yapılan sokak röportajında vatandaşların görüşü
Karar gazetesi yazarı Yıldıray Oğur'dan Adnan Oktar operasyonu...
Cumhurbaşkanı Sayın Recep Tayyip Erdoğan'dan Adnan Oktar ile ilgili...
Ahmet Hakan'nın Ceylan Özgül şüphesi.
HarunYahya eserlerinin engellenmesi, yaratılış inancının etkisini kırmayı...
Kedicikler 50bin liraya itirafçı oldu.
Adnan Oktar ve arkadaşlarına yönelik operasyonda silahlar ruhsatlı ve...
FETÖ'cü savcının davayı kapattığı haberi asılsız çıktı.
Adnan Oktar ve arkadaşlarının davasında mali suç yok...
Cemaat ve Vakıfları tedirgin eden haksız operasyon: Adnan Oktar operasyonu...
Tutukluluk süreleri baskı ve zorluk ile işkenceye dönüşüyor.
Adnan Oktar’ın Cezaevi Fotoğrafları Ortaya Çıktı!
"Milyar tane evladım olsa, milyarını ve kendi canımı Adnan Oktar'a feda...
Adnan Oktar davasında baskı ve zorla itirafçılık konusu tartışıldı.
Adnan Oktar ve arkadaşlarının davasında iftiracılık müessesesine dikkat...
Adnan Oktar davasında hukuki açıklama
Adnan Oktar ve Arkadaşlarının Masak Raporlarında Komik rakamlar
Adnan Oktar ve Arkadaşlarının tutukluluk süresi hukuku zedeledi.
Adnan Oktar'ın Museviler ile görüşmesi...
Adnan Oktar ve arkadaşlarına yönelik suçlamalara cevap verilen web sitesi...
Adnan Oktar ve arkadaşlarına karşı İngiliz Derin Devleti hareketi!
Adnan Oktar iddianamesinde yer alan şikayetçi ve mağdurlar baskı altında...
Adnan Oktar iddianamesi hazırlandı.
SAYIN NEDİM ŞENER'E AÇIK MEKTUP
Adnan Oktar ve Nazarbayev gerçeği!
En kolay isnat edilen suç cinsel suçlar Adnan Oktar ve Arkadaşlarına...
Adnan Oktar kaçmamış!
BİR KISIM MEDYA KURULUŞLARINA ÇAĞRI !!!
FİŞLEME SAFSATASI
İSA TATLICAN: BİR HUSUMETLİ PORTRESİ
SİLİVRİ CEZAEVİNDE YAŞANAN İNSAN HAKLARI İHLALLERİ
MÜMİNLERİN YARDIMLAŞMASI VE DAYANIŞMASI ALLAH'IN EMRİDİR
GÜLÜNÇ VE ASILSIZ "KAÇIŞ" YALANI
ABDURRAHMAN DİLİPAK BİLMELİDİR Kİ KURAN’A GÖRE, ZİNA İFTİRASI ATANIN...
YALANLAR BİTMİYOR
SAÇ MODELİ ÜZERİNDEN KARA PROPAGANDA
TAHLİYE EDİLENLERE LİNÇ KAMPANYASI ÇOK YANLIŞ
MEDYA MASALLARI ASPARAGAS ÇIKMAYA DEVAM EDİYOR
Adnan Oktar ve Arkadaşlarının ilk duruşma tarihi belli oldu.
AKİT TV VE YENİ AKİT GAZETESİNE ÖNEMLİ NASİHAT
YAŞAR OKUYAN AĞABEYİMİZE AÇIK MEKTUP
KARA PARA AKLAMA İDDİALARINA CEVAP
Adnan Oktar ve FETÖ bağlantısı olmadığı ortaya çıktı.
TAKVİM GAZETESİNİN ALGI OPERASYONU
Adnan Oktar ve Arkadaşlarına yönelik suçlamaların iftira olduğu anlaşıldı.
"Bizler Suç Örgütü Değiliz..."